Principessa Guerriera: La mia lotta per tornare dal buio di Hillary Ruggeri

TITOLO: Principessa Guerriera: La mia lotta per tornare dal buio

AUTRICE: Hillary Ruggeri

GENERE: Autobiografia

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Quando avevo nove anni, e tutto un futuro davanti, un errore chirurgico ha rischiato di spegnere per sempre la mia vita. Questo libro racconta la mia lotta e quella della mia famiglia per strapparmi dal buio e tornare a vivere.
Ho dovuto combattere per riprendermi tutto quello che avevo perduto, anche i gesti più semplici.
Ho deciso di raccontare il mio percorso perché là fuori, in questo momento, forse qualcuno sta iniziando una dura lotta per riprendersi la vita. E voglio che sappia che vale la pena di combattere, anche quando la vittoria sembra impossibile.

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Lo scafandro e la farfalla di Jean-Domenique Bauby (Ponte alle Grazie)

L’8 dicembre 1995 un ictus getta Jean-Dominique Bauby in coma profondo. Quando ne esce, tutte le sue funzioni motorie sono deteriorate. Colpito da quella che la medicina chiama locked-in syndrome, e che lascia perfettamente lucidi ma prigionieri del proprio corpo inerte, Bauby non può più muoversi, mangiare, parlare o anche semplicemente respirare senza aiuto. In quel corpo rigido e incontrollabile come lo scafandro di un palombaro, solo un occhio si muove. Quell’occhio, il sinistro, è il suo legame con il mondo, con gli altri, con la vita. Sbattendo una volta le palpebre del suo occhio Bauby dice di sì, due volte significano un no. Sempre con un battito di ciglia, ferma un interlocutore su una lettera dell’alfabeto che gli viene recitato secondo l’ordine di frequenza della lingua francese: “E, S; A, R, I, N, T…”. E, lettera dopo lettera, Bauby detta parole, frasi, pagine intere… Con il suo occhio Bauby scrive questo libro: per settimane intere, ogni mattina prima dell’alba, pensa e memorizza un capitolo che più tardi detta a una redattrice del suo editore. Così, da dietro l’oblò del suo scafandro, invia le cartoline di un mondo che si può solo immaginare, dove vola leggera la farfalla del suo spirito.

RECENSIONE

Oggi voglio parlarvi del libro: “Lo scafandro e la farfalla” di Jan-Dominique Bauby. Ho letto questo racconto quattro volte, l’ho amato immensamente per la forza d’animo del protagonista.

L’8 dicembre 1995 un ictus getta Jean-Dominique Bauby in coma profondo. Quando ne esce, tutte le sue funzioni motorie sono deteriorate. Colpito da quella che la medicina chiama locked-in syndrome che lascia perfettamente lucidi ma prigionieri del proprio corpo inerte, Bauby non può più muoversi, mangiare, parlare o anche semplicemente respirare senza aiuto. In quel corpo rigido e incontrollabile come lo scafandro di un palombaro, solo un occhio si muove. Quell’occhio, il sinistro, è il suo legame con il mondo, con gli altri, con la vita.

È un libro commovente e triste. Il protagonista riesce a trasmettere emozioni uniche con uno sforzo disumano. È un testamento di vita profonda e di grande sofferenza. Bauby fa riflettere il lettore: descrive la sua malattia terribile e il suo stile di vita inutile. È rinchiuso in uno scafandro, in un corpo inerme, senza possibilità di guarire.

Un capolavoro da leggere assolutamente.

PUNTEGGIO: 5/5


Dettagli prodotto

  • Editore ‏ : ‎ Ponte alle Grazie; 4° edizione (5 marzo 2015)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 128 pagine
  • ISBN-10 ‏ : ‎ 8868332841
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8868332846
  • Peso articolo ‏ : ‎ 160 g
  • Dimensioni ‏ : ‎ 13.6 x 1.5 x 20.5 cm