Diario di una stalker mancata di Francesca Innocenzi (Edizione Progetto Cultura)

Questo non è un racconto autobiografico. È il diario di un’ossessione amorosa, la storia di una donna che ricorre alla scrittura come antidoto per cicatrizzare una ferita. È stata respinta, accusata di stalking; vuole discolparsi. È possibile che menta, che la sua versione dei fatti sia una sequela di distorsioni e menzogne. È plausibile che si sia inventata ogni cosa, che il suo fantomatico uomo senza nome sia solo una proiezione della mente. L’autrice ha deciso di provare ad inscenare il suo dramma, ingannevole e vero come la vita. E si è messa in ascolto.

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Con gli occhi chiusi di Patrizia Palombi (Edizioni Progetto Cultura)

Con gli occhi chiusi
Racconti al femminile
di Patrizia Palombi
164 pp.
15 euro

Racconti al femminile in cui si
intrecciano l’amore, l’importanza di
fortuite coincidenze,
la forza di lottare per cambiare la
propria vita
e la solidarietà femminile.


Dalla nota dell’autrice
Da bambina, una cosa che mi piaceva molto dell’abitare nel mio quartiere periferico di Roma,
era il rapporto tra i vicini, innaffiare le piante o dar da mangiare al cane a turno, la condivisione
di cene, quella solidarietà tipica di una famiglia allargata dove non solo la parentela ti lega ma
anche la vicinanza. Il motore di questo semplice ma articolato mondo erano le donne, pronte
sempre a darsi da fare e a lanciarsi coraggiosamente in nuove avventure. Al giorno d’oggi i
rapporti sono diversi, noi donne siamo impegnate su più fronti ma abbiamo sempre quella
voglia di esprimerci e di elargire la nostra forza con entusiasmo senza scoraggiarsi.


Biografia
Patrizia Palombi. Nata a Roma il 17 marzo 1969 ha conseguito un Triennio di Laurea in Teologia
presso la Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha pubblicato sei libri di narrativa e
poesia, di cui uno è divenuto un cortometraggio. Drammaturga, la sua performance su Dante è
stata scelta e rappresentata al Palazzo Chigi di Soriano nel Cimino. Conduttrice speaker
radiofonica ed organizzatrice di eventi culturali.

Formulario per la presenza di Francesca Innocenzi (Edizioni Progetto Cultura)

Questa piccola raccolta è un formulario per la presenza, perché ogni verso è una pietra miliare in più verso l’esserci, nel mondo e per il mondo. Vuole essere un esercizio per travalicare la narrazione di un io intrappolato nel dolore, attraversare la parola per approdare al luogo dove superarla: «qui/ non chiedere parola/ ma rimani/ in qualunque tempo e forma tu sia».

Questa scelta di versi comprende poesie già incluse nelle mie sillogi scritte e pubblicate prima dei quarant’anni, fino al 2019: Giocosamente il nulla, Cerimonia del commiato, Non chiedere parola. Negli ultimi mesi ho fortemente avvertito l’esigenza di riunire quelle poche liriche che risuonassero tuttora in me, quelle che si potessero, a mio avviso, considerare portatrici di un senso oltre le contingenze che ne avevano determinato la genesi. È nata così l’idea di questo volumetto, il cui titolo, Formulario per la presenza, potrà forse disorientare, data la mancanza di un nesso evidente con i testi, che recano anzi, a più riprese, tracce di assenze, lacune e sparizioni. Queste cadute nei baratri dell’assenza si sono rivelate tappe obbligate di un percorso, esistenziale e poetico, che mi ha a poco a poco avvicinato alla sostanza delle cose – anche attraverso l’essenzialità della forma – nell’esercizio al qui e ora, nel cogliere l’unicità di istanti in sé perfetti, nel perseguire un barlume di integrità nella frammentazione interna che sempre ci abita. Questa piccola raccolta è per me un formulario per la presenza, perché ogni verso è una pietra miliare in più verso l’esserci, in me stessa e per me stessa, nel mondo e per il mondo. Vuole essere un esercizio per travalicare la narrazione di un io intrappolato nel dolore, attraversare la parola per approdare nel luogo dove superarla, annientarla: «qui/ non chiedere parola/ ma rimani/ in qualunque tempo e forma tu sia».

Trattandosi di una scelta antologica operata direttamente dall’autrice, qualcuno potrà considerarla un’iniziativa dai toni autocelebrativi. In realtà il mio intento è un altro. Frenata quella giovanile impazienza che mi spingeva a pubblicare, possibilmente, tutto e subito, ora è giunto il tempo della riflessione e della scrematura, di un punto nave da cui emergano scorie e persistenze di un modo di fare poesia che inevitabilmente si intreccia con le fluttuazioni esistenziali, da un lato, e con i nutrimenti che il mondo offre, dall’altro. Alcuni testi sono stati sottoposti a lievi modifiche, quasi sempre nella costruzione del verso, che merita grande attenzione poiché, dal mio punto di vista, il rapporto tra la parola scritta e il bianco del foglio che la segue o la precede rinvia alla relazione tra il suono e il silenzio. «De la musique avant toute chose» ebbe a dire Verlaine, un’affermazione che mi sento di condividere pienamente.

In definitiva, mi piace leggere Formulario per la presenza come la mia vera opera prima in poesia. Ringrazio chi vorrà accoglierla in quanto tale.

Francesca Innocenzi è nata a Jesi (Ancona). È laureata in lettere classiche e dottore di ricerca in poesia e cultura greca e latina di età tardoantica. Ha pubblicato la raccolta di prose liriche Il viaggio dello scorpione (Il Filo 2005); la raccolta di racconti Un applauso per l’attore (Manni 2007); le sillogi poetiche Giocosamente il nulla (Edizioni Progetto Cultura 2007), Cerimonia del commiato (Edizioni Progetto Cultura 2012), Non chiedere parola (Edizioni Progetto Cultura 2019), Canto del vuoto cavo (Transeuropa 2021); il saggio Il daimon in Giamblico e la demonologia greco-romana (Eum 2011); il romanzo Sole di stagione (Prospettiva 2018). Per Edizioni Progetto Cultura ha diretto collane di poesia e curato alcune pubblicazioni antologiche, tra cui Versi dal silenzio. La poesia dei Rom (2007);