INDOMITA HESTER di Lilly Adam (Literary Romance)

Toby Blake è un abile artista della truffa e un bugiardo convincente. Il suo desiderio di arricchirsi a qualsiasi prezzo e ambire a una buona posizione sociale ha un effetto devastante sui suoi familiari e su chiunque abbia avuto la sfortuna di incrociarlo per strada. La sua determinazione a emanciparsi e a fare di Helen Whipple sua moglie è solo l’inizio di un’esistenza fatta di inganni che lascia dietro di sé una serie di bugie. Con la morte di Helen, la figlia Hester resta in balia del rigido e spietato patrigno; Hester però è determinata a onorare il desiderio di sua madre nonché la promessa che le aveva fatto: proteggere la sorellastra dai modi malvagi di Blake. Questo però significa trascorrere la giovinezza come un uccello in gabbia, alla disperata ricerca di un modo per fuggire e per tenere al sicuro la sorellina. Costretta a lasciare improvvisamente Londra per Oxford, nel 1873, Hester perde ogni contatto con Harvey Gladstone, l’amico d’infanzia di cui è innamorata, e poiché il patrigno resta intrappolato nella sua rete di bugie, è pronto a prendere misure estreme, indipendentemente dalle conseguenze. Fino a che punto sarà disposto a spingersi Blake? Ed Hester ritroverà mai la libertà e il suo grande amore?

Data di pubblicazione 6/7/22

Genere romance vittoriano

cartaceo pag. 255 € 14,00

eBook Kindle € 1,99 offerta lancio

Auto conclusivo

ESTRATTO

La famiglia Blake viveva in una casetta a schiera in Bath Street, una piccola strada a St. Clements, a Oxford, dove la fila di porte d’ingresso si apriva direttamente su uno striminzito sentiero d’acciottolato. Il minuscolo salotto era di dominio indiscusso del patrigno, Toby Blake, una stanza colma di tutti gli oggetti su cui l’uomo aveva messo le mani, legalmente o illegalmente, cosa che per lui non faceva differenza. Con la pesante tenda di ciniglia sempre tirata, la stanza era nell’oscurità. In questo modo i vicini credevano che Mr Blake non avesse superato la triste perdita della moglie e che fosse ancora in lutto. Scusa, quella, sufficiente per scoraggiare qualsiasi visitatore, e conferire ai Blake la reputazione di famiglia piuttosto bizzarra. L’uomo si considerava un commerciante di varie materie prime e quasi tutti i suoi affari si svolgevano nelle ore serali, quando la maggior parte degli abitanti di Oxford dormiva. Sopportava la figliastra in casa solo per cucinare, pulire e prendersi cura di Lizzie, che veniva trattata bene nella stessa misura in cui Hester veniva trattata male. L’angusta stanza sul retro, insieme alla minuscola cucina, era il luogo dove le due sorelle passavano la maggior parte del tempo, e dove Hester conservava alcuni dei ricordi più belli di sua madre, nel breve periodo in cui erano stati una vera famiglia. La scala ripida e stretta saliva dal centro della cassetta e conduceva alle due camere da letto che avevano le stesse dimensioni delle stanze del piano di sotto, una delle quali condivisa dalle ragazze.

«Hester! Hester, vieni presto, il vecchio Barpole è qui!» gridò Lizzie dal corridoio.

Facendo quasi cadere il bucato, si precipitò al fianco della sorellina in tempo per sentire l’inquietante voce burbera di Magnus Barpole che informava dalla strada quanto fossero in ritardo con l’affitto. «Va’ sul retro, Lizzie; me ne occupo io.» Quindi, prima di aprire la porta d’ingresso, si sistemò rapidamente un ricciolo scuro dietro l’orecchio, cercando di sembrare più determinata e sicura di quanto la sua esile figura rappresentasse.

«Buongiorno Mr Barpole, mi dispiace, mio padre è già uscito per andare al lavoro dimenticando di lasciare i soldi dell’affitto di questa settimana, ma glielo ricorderò appena torna.» Senza aspettare la risposta dell’esattore dalla faccia acida, Hester chiuse la porta, ma non fu abbastanza rapida perché l’uomo infilò lo stivale nero sulla soglia. La fissò, livido, gli occhi freddi e penetranti si fissarono su di lei mentre lanciava un severo avvertimento.

«Mi dovete due settimane d’affitto e, se non pagate entro domani pomeriggio, manderò a chiamare gli ufficiali giudiziari.»

«Va bene, Mr Barpole, avrete il vostro denaro, ve lo prometto, ora permettetemi gentilmente di chiudere la porta.» Togliendo il piede con riluttanza, Magnus proseguì per la sua strada, ma Hester sapeva che molto probabilmente il giorno seguente l’uomo avrebbe fatto un altro viaggio a vuoto a Bath Street.

Si appoggiò alla porta, tirando un sospiro di sollievo.

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