Uno sbaglio chiamato amore di MARIANNA VIDAL

Titolo: Uno sbaglio chiamato amore

· Autrice: MARIANNA VIDAL

· Editore: SELF (NaViLa)

· Genere: New Adult

· Formato: ebook e cartaceo

· Prezzo ebook: 2,99 In offerta €1,99

· Data pubblicazione: 16/07/2022

· Protagonisti: Martina e Leo

· Pagine: 344 · Link di acquisto: https://www.amazon.it/dp/B0B537PQMZ/

· Pagina autrice: https://www.facebook.com/MariannaVidalAutrice/

· Blog autrice: https://mariannavidalscrittrice.blogspot.com/

3. Trama/Sinossi

ROMANZO AUTOCONCLUSIVO

Le brave ragazze dovrebbero stare alla larga dai tipi come lui. Leo Mancini è uno che i problemi non li cerca, li attira. Bocciato al quinto liceo a Milano, si trasferisce a Roma per volere dei genitori, ma quando il padre gli comunica che a sorvegliarlo ci sarà una di quelle… Davvero qualcuno cede al fascino del bello e dannato? Martina fila dritto o almeno ci prova, ma quando il fidanzato della madre, che è finalmente un tipo serio e affidabile, le chiede di tallonare suo figlio… Le maestrine del cazzo, che fingono di sapere tutto della vita, Leo non le sopporta. Sono sempre pronte a salire sul pulpito per sputare sentenze, salvo poi rimangiarsi tutto alla prima cotta, ma per sua fortuna tanta virtù si concentra spesso in tipe poco fighe e a lui le ragazze piacciono belle. Chi ha detto che la secchiona della classe debba essere anche cessa?

Leo Mancini ha trovato pane per i suoi denti! Il segreto, con i tipi come lui, è: mai lasciarci il cuore.

Biografia autore

Marianna Vidal ama leggere e inventare storie, soprattutto d’amore.

Autrice di diciotto romanzi, fin da bambina sognava di diventare scrittrice e nel frattempo studiava il lavoro degli altri, valutando personaggi, intrecci e soluzioni narrative. Il suo amore per le grandi storie sentimentali l’ha fatta avvicinare anche alle altre lingue e attualmente si è appassionata al portoghese.

Romantica, amante degli animali e della lettura, vive in un’isola che descrive spesso nei suoi romanzi e da grande sogna di vedere una sua storia sul grande o sul piccolo schermo.

Se desiderate conoscerla, cercatela nelle pagine dei suoi libri.

Estratti tratti da “Uno sbaglio chiamato amore”.

«Senti, bella…».

«Martina», mi riprende. «Mi chiamo Martina. Martina Jacobs», precisa.

Annuisco con il capo.

«Bene, Martina. Sappi che non mi piaci. Dal primo sguardo ho pensato che fossi una di quelle che rompono le palle. Dunque, ti saluto e…».

«Forse non hai capito».

Si muove insieme a me, impedendomi di sorpassarla.

Sollevo gli occhi al soffitto del garage.

«Martina dei miei stivali, se non vuoi ritrovarti a cosce all’aria, ti conviene toglierti dai coglioni».

«Non hai detto che non sono il tuo tipo?».

«E non lo sei», le assicuro con rabbia.

«Bene», approva con un sorrisetto. «Perché mi dispiacerebbe mettere in pratica gli insegnamenti di autodifesa».

«Tu sogni», le ringhio, avvicinando il mio viso al suo. «Esiste qualcuno che ci proverebbe con te?».

Noto una smorfia e me ne compiaccio.

A quanto pare ho fatto centro.

Strano, però. Non è poi così cessa…

«L’ho sognato o mi hai detto che mi ami?».

Lentamente il respiro si regolarizza e la ragione torna ad albergare in me.

«Sei lo sbaglio più bello della mia vita».

Le sue dita s’infilano tra i miei capelli, mentre i suoi occhi vagano sul mio viso.

Ha una luce diversa e un rossore diffuso le carezza il volto.

«Sono già uno sbaglio?», le domando, incerto se ritenermi offeso o lusingato. «Eppure non ho ancora dato il meglio di me».

Mia madre avrebbe dovuto scegliere un nome più adatto a me. Sbaglio sarebbe stato perfetto! Concepito per sbaglio, in una notte di baldoria, mi sono portato addosso questo marchio per buona parte della mia vita e anche questa sera, il concetto mi sarà ribadito.

Anche a me piacerebbe sapere cosa si prova a sfiorare quelle labbra, senza preoccuparmi che domani saranno a caccia di qualcun altro, ma non posso farlo, perché se non mi proteggo da sola, nessuno lo farà per me: né mia madre, troppo impegnata con il suo amore, né mia sorella, per cui sono una che non sa godersi la vita.

«Tregua! Time out! Buonanotte!», prova a sorpassarmi. Glielo impedisco, muovendomi con lui. Si arresta. Serra le labbra e mi contempla in silenzio qualche istante. «Ti hanno mai detto che anche le streghe vanno a dormire?». «Non prima di aver affrontato i loro demoni».

Devo smetterla di baciarlo. Sì, è delizioso, inebriante, unico… Sospiro. Ancora un tocco. Un altro ancora e poi ancora mille. Non riesco a pormi un freno. È come una droga, ma di quelle buone, che non bruciano il cervello e che sembrano aver sedotto anche lui.

«Mi piace dare alle cose una seconda possibilità».

È una questione di chimica. L’esperienza conta poco. Giacomo ci sapeva fare, al pari di lui, ma quando mi baciava io restavo ancorata al pavimento e quando le sue mani correvano sul mio corpo io pensavo a quanto poco mi accendessero. Con Leo, invece… Be’, con Leo la ragione se ne va a spasso, ballando sul mio cuore, facendosi beffe dei miei dubbi, brindando a quella febbrile eccitazione che poche volte mi è capitato di provare nella vita.

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